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The Black Session Project

The Black Session nasce con l’intento di sperimentare una modalità inedita di interazione tra musica elettronica e musica suonata dal vivo. Una consolle interattiva farà da tramite tra le manipolazioni digitali di Ghiaccioli e Branzini e gli interventi suonati da due strumentisti, il trombettista americano Charles Ferris e il chitarrista torinese Daniele Li Bassi. Attraverso l’uso di simboli, icone e colori sincronizzati con la parte musicale e trasmessi attraverso uno schermo video, ogni musicista potrà orientarsi attraverso varie combinazioni digitali seguendo una sorta di “canovaccio musicale”, dando spazio a un’espressività fluida, in continuo e sorprendente divenire.

L’idea si connette alle jam session jazz newyorkesi degli anni ‘40, luoghi e occasioni che all’epoca liberarono un’energia musicale incredibile consacrando personalità come Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Thelonius Monk, Miles Davis, Charles Mingus, Max Roach, John Coltrane e tanti altri nomi che di lì a poco sarebbero entrati nella mitologia jazzistica. Se l’ingrediente ritmico principale di The Black Session è comunque di matrice elettronica, con uno sguardo ai generi classici del club music (house, breakbeat, downtempo) il progetto affonda radici profonde nella musica del ‘900. I giri armonici ripresi dagli standard jazz, campionamenti in diretta di artisti come Miles Davis, Tom Waits, Leonard Cohen, Michael Nyman, Big Mama Thornton e molti altri: ogni frammento delle versioni originali brillerà per un istante per poi trasformarsi immediatamente in qualcosa di nuovo. Una partitura inedita ed estemporanea riconducibile all’abilità dei musicisti nell’intraprendere nuove strade espressive.